LA RESISTENZA E’ DI TUTTI AL DI LA’ DEI PARTITI

 

L’Italia è un Paese strano. Tutti i pronti a fare volontariato nelle situazioni di emergenza, animati dai migliori valori che l’essere umano può esprimere e poi ci dividiamo scioccamente sui grandi ideali chiedendoci a chi appartengano.L’anniversario della Resistenza ha posto ancora la questione: è di destra o di sinistra? La resistenza è di tutti al di là dei partiti. Le operazioni di revisionismo storico non sono mai facili, anzi portano ad una sequela di polemiche infinite, spesso sterili. Tuttavia, oggi, è acclarato che il movimento della resistenza fu multicolor, la resistenza è di tutti al di là dei partiti!

Se i nazifascisti si macchiarono di stragi ancora impunite (armadio della vergogna) anche i partigiani uccisero seminaristi e violentarono donne. La guerra, anche quando lotti per un valore giusto, genera male.Oggi, però, per andare avanti e lasciare un patrimonio chiaro per i giovani, c’è bisogno di una seria riflessione sui fatti e sui valori. La Resistenza è stato il movimento che ci ha liberati dal nazifascismo: questo è un fatto.Della resistenza hanno fatto parte uomini e donne: questo è un fatto.Alla Resistenza hanno aderito persone di diversi partiti e convinzioni antifasciste, civili non iscritti ai partiti, seminaristi e sacerdoti: questo è un fatto.

Perché la resistenza non è al di là dei partiti?

La sinistra nei decenni successivi si è attribuita tutti i meriti della Liberazione. Vanità o strategia?  La destra ha demonizzato la Resistenza e oggi vorrebbe addirittura riempirla di altri significati (vedi la liberazione dal Covid 19). Cosa sta difendendo?

Non riusciamo a riconoscere un senso comune ad una festa che ebbe come valore di riferimento la libertà! Valore cardine della Costituzione. Perché?

Come hanno fatto i nostri nonni e bisnonni, in un periodo storico dove le ideologie erano fortissime, a combattere sullo stesso fronte pur essendo diversi?

La risposta sta nella diversa concezione di libertà che avevano allora rispetto ad ora.

Fondamentale per loro era la certezza che la libertà è un fatto collettivo, la libertà è di tutti o di nessuno.

Oggi crediamo invece in una libertà individuale

fatta di piccoli atti finalizzati al benessere personale, spesso incurante del benessere altrui.

La Resistenza fu combattuta da tutti perché il nemico era comune.

Oggi la libertà c’è ed è un bene comune, qual è il nemico di tutti?

Il nemico migliore è la paura. Ne abbiamo in quantità: paura del migrante, paura del cinese, paura dell’Islam, paura della crisi. Paure spesso prodotte ad arte. La paura produce chiusura e la chiusura, egoismo.

Nell’egoismo ognuno combatte per la sua piccola causa. È ora di recuperare e coltivare la coscienza civile, la generosità valoriale.

Libertà, autonomia, indipendenza personali sono inevitabilmente agganciati, interconnessi alla libertà, autonomia, indipendenza degli altri.

Occorre ripartire da un “minimo etico”

in cui il dialogo, la dialettica, l’onestà intellettuale siano i valori che ci riportino ad essere diversi, riconoscendoci nei grandi valori comuni.

Così ci riapproprieremo degli anniversari importanti, delle lotte sui grandi ideali che richiamano la vita e la libertà a cui tutti inevitabilmente siamo legati, oltre i partiti e le minchionerie che si sentono in giro.

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