Le radici storiche della misoginia in Italia

Quanta misoginia in Italia!!!

Questa piaga ha radici lontane e a poco è valso lo sviluppo tecnico e tecnologico dell’ultimo secolo perché non è stato accompagnato dal progresso delle coscienze e della civiltà. A dimostrarlo i dati che arrivano dai Centri Antiviolenza: in questo periodo di clausura le richieste di aiuto delle donne, chiuse in casa con i loro persecutori, sono aumentate del 70%.

Basta retorica: la violenza deve essere punita

Risparmiamoci la retorica: questi uomini (mariti e figli maschi) vanno puniti e le donne vanno protette ed educate all’emancipazione. Non ci sono più scusanti per un uomo che picchia una donna, che la apostrofa con accenti sessisti e che la molesta in qualsiasi maniera. Anche per le donne è ora di cambiamenti, soprattutto nell’educazione dei figli maschi: gli uomini nascono dalle donne e spesso l’educazione maschilista viene inculcata in famiglia.

Le radici storiche della misoginia in Italia

La storia delle donne è sempre stata difficile, parallela a quella degli uomini. Degli esempi? Partiamo da lontano: Aristotele scriveva che se in un rapporto il maschio domina la femmina allora, dai due, nasceranno maschi, altrimenti femmine perché le femmine sono maschi imperfetti. Ancora nel XVI secolo a Venezia si discuteva se la donna fosse dotata di anima o meno.

Per le donne ogni conquista in termini di libertà e diritti è stata faticosa, a volte, cruenta. Nel 1865 il Codice Civile Pisanelli ribadisce che l’uomo è il capofamiglia con ogni diritto sull’educazione dei figli, la moglie gli deve obbedienza. Per il tradimento l’uomo al massimo ha una sanzione, la donna la separazione immediata.

Nel 1930 entra in vigore il Codice Penale Rocco che prevede, quale risarcimento per lo stupro, il matrimonio riparatore. In cambio della violenza subita la donna vivrà “per sempre”  con il suo violentatore. Bingo!  Nel medesimo codice, l’articolo 587 rende legittimo il delitto d’onore: l’uomo può uccidere la moglie per salvaguardare il suo onore.

Il voto solo nel 1946: le radici storiche della misoginia in Italia

Nel 1946 in Italia vince la Repubblica e le donne vanno a votare per la prima volta. (neanche 100 anni fa!) Nell’Assemblea Costituente erano solo 5 le donne (Federici, Bottelli, Merlin, Noce e Jotti) a fronte di 70 uomini. Nel 1948 entra in vigore la Costituzione che all’art 37 sancisce la pari retribuzione tra uomo e donna. Ad oggi questa parità non esiste; gli stessi dati dell’Onu parlano di un gap del 25%.

Solo nel 1958 si aboliscono le case chiuse e solo nel 1968 l’adulterio non è più reato; per l’uomo non lo è mai stato. Fino al 1966 lo stupro è considerato un reato contro la morale e non contro la persona!!! Nel 1975 sparisce la figura del capofamiglia e madre e padre saranno entrambi finalmente accomunati dalla responsabilità genitoriale.

Il delitto d’onore fino al 1981

Ma sentite un po’…….solo nel 1981 VERRA’ ABOLITO IL DELITTO D’ONORE! Scandaloso!!!