Bianca Milesi: donna di fuoco del Risorgimento Italiano

Bianca Milesi fu una donna di fuoco del Risorgimento Italiano a cui gli Austriaci proprio non andavano giù.

Femminista,colta, audace, a un certo punto si tagliò le trecce, si vestì con abiti di lana scura e prese a girare per Milano con gli scarponi militari, un bastone e il Saggio sulla Tolleranza di Locke.
Era nata nel capoluogo lombardo nel 1790 e fu tra le animatrici delle cospirazioni carbonare e antiaustriache del 1821. In famiglia erano commercianti di ferro, legname e bestiame. Poi anche agricoltori.

Si formò nei conventi, ma il suo sogno era dipingere

Da piccola Bianca studiò in diversi conventi a Firenze e Milano, il suo sogno era dipingere.  Per realizzarlo studiò con tenacia; era circondata da amiche che esercitavano la pittura da dilettanti ma lei non si accontentava, voleva raggiungere dei risultati. Libera come poche donne in quel tempo,viaggiò per l’Italia e all’estero, visse a Roma per respirare i “classici”. Nella città eterna conobbe pezzi grossi come Antonio Canova di cui fu allieva e Francesco Hayez, quello dell’indimenticabile bacio, per intenderci.

A Roma ebbe amiche femministe…

A Roma le sue amiche divennero Sophia Reinhard (1775-1843), pittrice tedesca, colta, femminista, di grande personalità e la scrittrice per l’infanzia anglo-irlandese Mary Edgeworth (1767-1849) che fu una pioniera della pedagogia. Nelle sue Letters for Literary Ladies (1795), scrisse le “inaudite” congratulazioni a un gentiluomo, suo amico, per la nascita di una figlia femmina.

Dopo Napoleone diventa una carbonara…

Dopo il crollo di Napoleone, la Milesi tornò a Milano e divenne una attivista politica. Lei e la sorella Francesca ebbero il ruolo di maestre giardiniere come membri della società segreta dei Federati, equivalente femminile della Carboneria.

Il rischio di essere scoperte era noto ad entrambe dato che gli Austriaci non facevano mistero che la pena per i cospiratori era lo Spielberg (Silvio Pellico, Pietro Maroncelli ed il nostro povero Antonio Oroboni di Fratta vi furono rinchiusi).

Bianca Milesi, la donna di fuoco del Risorgimento Italiano inventò la cartolina a jour…

Bianca pensava tutti i giorni ad un modo sicuro di comunicare tra società segrete finché il lampo di genio arrivò ed inventò la carta frastagliata, detta anche cartolina à jour o crittografico della grata, una griglia che si sovrapponeva alle lettere in modo da lasciar leggere soltanto il messaggio segreto.

Da intellettuale capiva che era urgente creare una coscienza civile italiana tra gli italiani; fu così che fondò insieme ai conti Federico Confalonieri e Giuseppe Pecchio le Scuole di Mutuo Insegnamento. Non ebbe fortuna.

La Chiesa intervenne a salvaguardia del monopolio sull’istruzione e le scuole furono chiuse. Proprio per questo la si vide in giro per Milano capelli corti, vestita di nero in segno di protesta. Molti si scandalizzarono. In quel periodo l’unica cosa che dipinse fu la bandiera tricolore sullo stendardo degli studenti di Pavia del battaglione Minerva.

Bianca Milesi fu scoperta…

Fu scoperta sia per il tricolore che per il codice cifrato, qualcuno l’aveva denunciata, forse  il carbonaro Carlo Castillia. Dura come il marmo lei non parlò. Schedata come rivoluzionaria, nel 1822 riuscì a fuggire all’estero. Qualche anno dopo tornò in Italia, a Genova e nel 1825 sposò un medico. Non smise mai di dedicarsi alle cause sociali, lavorò negli asili infantili, continuò a cospirare.

La giovane energumena ebbe parole di libertà anche in punto di morte…

Per la polizia, era la “giovane energumena”. Fu amica di Giuseppe Mazzini e aprì la sua casa ai patrioti lombardi. Poi scelse di vivere a Parigi, in segno di protesta, dato che non le permisero di aprire una scuola. Agiva e lottava sempre per la libertà. Morì di colera nel 1849 pronunciando queste parole: «Dite a mio figlio che ami sempre il suo dovere».