Giovanna Garzoni e il realismo poetico nei suoi quadri

Ho avuto modo di vedere i quadri di Giovanna Garzoni e di scoprire il realismo poetico nei suoi quadri grazie alla mostra allestita a Palazzo Pitti che rimarrà aperta fino al prossimo 28 giugno.

Giovanna, donna di libertà intellettuale ed artistica

Giovanna è nata ad Ascoli Piceno da genitori veneziani nel 1600. La sua arte e la sua vita stupiscono entrambe. Della sua vita stupisce la grande libertà di cui godette e che sfruttò pienamente diventando la grande pittrice che ancora oggi si può ammirare. Della sua arte stupisce la grande capacità di essere il ponte tra l’arte e la scienza incarnando con la sua femminilità ispirata un momento tra i più importanti e delicati della storia. Quella che viene comunemente definita Rivoluzione Scientifica fu, in effetti, una virata a 360 gradi rispetto alla tradizione. Posto che la storia non procede mai per salti ma sempre per piccoli passi, ad un certo punto ci si dovette confrontare con delle evidenze che apparivano certe e con un metodo, detto appunto scientifico, che dall’osservazione attraverso le ipotesi e la sperimentazione arrivava ad una legge, riproducibile.

L’uomo protagonista della conoscenza attraverso la sperimentazione

La dimensione dell’experiri rese la speculazione sempre più orizzontale e l’uomo, già consacrato protagonista da Leonardo da Vinci e da tanto Rinascimento, l’incaricato a portare la “conoscenza sperimentata” nel mondo. Si cominciò quindi a vedere l’Universo con altri occhi e a cercare il perché, il come, il dove, il quando….la scienza stava piantando i suoi paletti sbaragliando la superstizione, la tradizione e tutto ciò che non era scientificamente credibile. Naturalmente, come ogni rivoluzione, ebbe i suoi eccessi e le sue lacune (la vicenda di Galileo Galilei, docet) che sarebbero state ricalibrate nei secoli successivi. Giovanna prese di questo splendido processo il buono e ne esaltò il bello.

Aristocratici e re amavano l’arte di Giovanna Garzoni

Fu pittrice e miniaturista assai apprezzata, la sua vita fu ricca di molte soddisfazioni poiché lavorò, con successo, per aristocratici e reali. Soggiornò a Venezia, a Roma, a Napoli, in Francia. Si sposò, forse non per sua volontà con il pittore Tiberio Tinelli, ma non durò a lungo, perché Giovanna aveva scelto per sé la castità.
A Napoli lavorò per il vicerè spagnolo, duca d’Alcalà.

Fu chiamata da Cristina di Francia, si trasferì a Torino, dove stipendiata dal duca di Savoia, dipinse il ritratto della duchessa Cristina (oggi agli Uffizi) e realizzò numerose miniature. Giovanna con la precisione tipica della scienziata dipingeva il minimo particolare.

Giovanna Garzoni e il realismo poetico nei suoi quadri

Nei suoi quadri sorridono tutte le infinite variazioni di oggetti, albicocche, ciliegie, fiori, insetti, melograni, cavallette, nocciole, gelsomini, piatti di ceramica con meloni e topolini, pesche e uccellini, vasi cinesi con fichi, fave e i meravigliosi tulipani che arrivavano dall’ Olanda; il tutto riprodotto su tela attraverso l’accostamento di minuscoli punti o di sottilissimi tratteggi a creare una sorta di “realismo poetico” che incanta. Verso la metà degli anni Quaranta Giovanna si trasferisce a Firenze dove conosce Jacopo Ligozzi, abile pittore scientifico del mondo animale e vegetale.

A Firenze lavora per i Medici e la sua tavolozza unisce sempre più l’osservazione scientifica alla natura morta. Realizza l’erbario figurato, e nasce definitivamente come illustratrice scientifica interpretando con sensibilità e raffinatezza la luce e il colore.  Nel 1651 è a Roma e le viene attribuito il titolo di Accademica di San Luca. Un suo ritratto, realizzato da Carlo Maratta, si trova alla pinacoteca civica di Ascoli Piceno.